In ordine di svolgimento, dall’ultima alla prima, seguono le riflessioni collettive in cui ci siamo impegnati con l’aiuto di tanti valenti colleghi ed esperti, ospitate della universitร pubbliche in cui la maggior parte di noi opera, oppure in arene aperte al pubblico, per arricchire di prospettive un cammino interdisciplinare verso un domani che si prospetta impervio. E’ difficile scalare il futuro, ma non impossibile se ben equipaggiati.
V GIORNATA DI STUDIO
CONVEGNO
ECONOMIA, ETICA E FINANZA: RIFLESSIONI MULTIDISCIPLINARI
28/29 Maggio 2019
Aula III “Onida” – Facoltร di Economia, Sapienza Universitร di Roma Via del Castro Laurenziano, 9
La nostra amica Arta Musaraj si รจ a ragione doluta con noi per l’abbattimento del teatro italiano a Tirana. Il teatro Kombetar, costruito nel 1938 dall’architetto Giulio Bertรฉ. Molti speravano che il presidente bloccasse questa iniziativa, dopo le manifestazioni di numerosi artisti e cittadini di Tirana. La demolizione viene realizzata nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2020. Un video allegato de Le Iene allegato alla e.mail di Arta ha mostrato le pareti che cadevano, le macerie che si ammucchiavano. Perchรฉ questa decisione? Perchรฉ privare il centro storico dell’ultimo significativo monumento rimasto? Da allora molti media ne hanno dato notizie, chi piรน chi meno ricordandolo come un complesso teatrale unico, elegante, pregevole. Al suo posto, si prevede, andrร un nuovo teatro fiancheggiato da alte torri, dove potranno trovare sede, probabilmente, banche, un centro commerciale e chi sa cos’altro. Certo si รจ che non da oggi in Albania abbiamo assistito a vari scempi in nome di una becera modernitร , episodi teoricamente gestiti da una sinistra socialista che a molti appare tutt’altro che una sinistra: l’Albania non รจ il solo paese ad aver fatto questa esperienza.
Tra gli oppositori, segnaliamo un antropologo e cantastorie italiano, Mauro Geraci, che รจ anche un collega dell’Universitร di Messina, che molto si era adoperato per scongiurare questo rischio, che ha scritto diverse ballate su questo teatro. Che teme che se ne parli ora per dimenticarsene piรน in fretta:
“Tutti a scriver del teatro Giร sepolto e che vuoi fare Volta pagina e tra poco Tanto tutti andremo al mare.”
Condividiamo in questo spazio una bella, profonda intervista condotta da Sara Campanella ad Elena Gagliasso, membro attivo de la Nuova Accademia, pubblicata il 7 maggio scorso. Una riflessione necessaria in un’epoca di isolamento.
In un volume di SAPIENS [intrigante acronimo di Survey And Perspectives Integrating ENvironment and Society] di quasi un decennio fa, nella categoria “Disambiguation“, Anne Blanchard e Jean-Paul Vanderlinden hanno pubblicato un interessante articolo che, prendendo le mosse da una ricerca interdisciplinare in tema di cambiamento climatico, ha tentato di circoscrivere l’interdisciplinaritร . In Dissipating the fuzziness around interdisciplinarity: The case of climate change researchSAPIENS, 3.1 | 2010, gli A. sostengono che la prima fase per quanti si impegnino in un progetto interdisciplinare consista proprio nel definire e collocare il grado di interazione tra le discipline coinvolte e riflettere su una definizione armonizzata di interdisciplinaritร . In apertura delle attivitร del Centro di ricerca Coordinata “Interdisciplinare” SHuS (Sostenibilitร e Human Security, agende di cooperazione e governance), nel novembre 2015, presso la Statale di Milano, ospiti di Agraria, i membri di alcuni dei dipartimenti coinvolti, si sono cimentati in una brainstorming session, sul tema della ยซsostenibilitร ยป in una rigorosa agenda interdisciplinare, cui invitammo Guglielmo Chiodi (economista de La Sapienza e oggi Presidente della NA) e Bendetta Merlo, che portรฒ la voce della societร civile.